Written by Pina  /  On Ott 17, 2016

N.8 CASA E CITTÀ: TECNOLOGIE PER IL CONFORT, IL RISPARMIO ENERGETICO E IL SOCIALE

151-web_01Partecipazione del Socio INBAR Nando Bertolini, Presidente della Commissione Nazionale “Pianificazione Integrata” alla Tavola Rotonda del 12 ottobre a Parma:
10 TEMI X 10 TAVOLI X 1 LIBRO BIANCO X PARMA
N.8 CASA E CITTÀ: TECNOLOGIE PER IL CONFORT, IL RISPARMIO ENERGETICO E IL SOCIALE

COMUNICATO STAMPA:
Casa, città, energia, consumo del suolo, domotica, sicurezza, benessere, qualità della vita, risparmio.
Si potrebbe continuare così ancora per molto ma la vera domanda a cui rispondere è: sarà possibile tutto ciò? E come conciliare queste esigenze con la trasformazione sociale che sta avvenendo nelle nostre città in seguito a fenomeni oramai inevitabili come l’immigrazione?
Come riuscire ad attuare quella trasformazione che oramai riteniamo irrinunciabile se non improcrastinabile per permettere al nostro tessuto urbano di riprendere a “respirare”?
La risposta è racchiusa in due concetti tanto semplici da richiamare quanto difficili da declinare: consapevolezza dei problemi e tecnologie abilitanti cui si aggiunge un ulteriore problema ovvero come riuscire a far sì che tutte queste possibilità possano effettivamente essere implementate.
Può sembrare strano ma consapevolezza che energia e suolo sono beni limitati e che il loro consumo va contenuto per quanto possibile è un concetto tutto sommato recente. Incapaci, come spesso ci accade, di distinguere tra il valore delle cose e il loro costo.
Così come può sembrare strano ma, spesso, è molto più difficile e lungo in termini di tempo applicare e diffondere una tecnologia trasformandola in un servizio che non svilupparla. Incapaci, come spesso ci accade, di cambiare le nostre abitudini e le nostre convinzioni.
Cosa fare allora per cercare di cambiare le cose?
Proviamo a pensare a che cosa è accaduto all’automobile e alla casa che sono (erano) considerati beni importanti anzi, strumenti necessari e per certi aspetti simili; anche se destinati a due compiti per certi versi opposti. Li divide l’aspettativa di vita. Ciò fa sì che l’automobile possa considerarsi una sorta di specimen che ha anticipato problemi, soluzioni, strategie di marketing con cui città e abitazioni devono a loro volta confrontarsi.
Proviamo a pensare come è cambiato il modo di progettare e vendere una automobile. Un’auto moderna ha da tempo imparato a confrontarsi con i consumi e l’inquinamento. Ma non solo: la sicurezza, i servizi di interconnessione, la tracciabilità, fino ad arrivare alla possibilità di auto in grado di muoversi autonomamente. Questo è stato reso possibile dall’utilizzo di tecnologie che fino a qualche decennio fa non erano necessarie e quindi nemmeno presenti nel ciclo di progettazione di una automobile.
Ora queste tecnologie rappresentano una percentuale oramai vicina al 50% delle tecnologie necessarie per costruire il mezzo.
Questo processo è cominciato, lentamente, anche per la realizzazione delle abitazioni. In futuro le nostre case saranno apprezzate per la presenza di tecnologie che la maggior parte dei progettisti attuali non conosce o, meglio, non è in grado di dominare e dovranno sempre più rispondere a requisiti di risparmio e sicurezza.
Saranno popolate da oggetti interconnessi e saranno a loro volta interconnesse per ottimizzare i consumi energetici ed elevare i servizi.
Saranno attive per aiutare una popolazione sempre più anziana e sola. Offriranno servizi che faranno risparmiare tempo ed energia; basti ad esempio pensare al progetto “smart lock” di Amazon che promette la consegna della merce direttamente a casa controllando l’apertura della stessa con serrature “intelligenti”. Comodità ma non solo: basti pensare al risparmio di carburante fossile causato dalle mancate consegne i cui numeri sono davvero impressionanti!
Normativa e formazione ai cittadini sono gli strumenti che rendono attive, permettendo di calare nel contesto sociale, le tecnologie abilitanti. Solo se i cittadini sono resi edotti dei vantaggi insiti nei cambiamenti da esse trainati e solo se la normativa comprende il valore di certe trasformazioni assecondandole, recependole coi tempi giusti e non subendole od ostacolandole allora si può pensare di cambiare.
Il tavolo di mercoledì è una ghiotta occasione di confronto che può servire ad avvicinare esigenze e aspettative, tecnologie e ambiti diversi perché solo quando esigenze, tecnologia, formazione e normativa si sviluppano in modo armonioso si fa progresso in ambito sociale.
Riunire intorno allo stesso tavolo tutte queste diverse competenze catalizzandole con le esigenze dei cittadini può essere il lapis philosophorum del nostro.

LOCANDINA

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