Written by Pina  /  On Ott 14, 2016

SISMA CENTRO ITALIA 2016

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Soci INBAR al servizio delle popolazioni colpite dal Sisma dell’Italia Centrale 2016
Regione Marche, Comuni di Offida ed Arquata del Tronto.

I giorni in attesa della partenza sono stati lunghi; già due volte la data è slittata ma finalmente quella del 4 Ottobre sembra essere la definitiva.
Con la collega ed amica Rita Bernardini, già socia INBAR, partiamo carichi di aspettative positive anche se da qualche notizia arrivata dai colleghi appena tornati,  apprendiamo di difficoltà da superare e di pazienza da attivare.

Confortano però le poche parole che riusciamo a scambiare con l’Architetto Cinzia Scandurra, Presidente della Sezione di Massa Carrara ed attuale Coordinatore Regionale INBAR della Toscana che, appena tornata dal proprio turno, ci rincuora sulla assoluta positività finale dell’esperienza che sta per iniziare.

Il nostro compito, nell’emergenza post sisma e sulla carta essenzialmente tecnico, sarà quello di effettuare sopralluoghi alle abitazioni colpite, al fine di rilevarne i danni subiti, predisporre gli eventuali primi interventi per la sicurezza e valutarne l’agibilità per il rientro o no degli abitanti; il tutto condensato all’interno della scheda A.e.D.E.S. predisposta dalla Protezione Civile, sotto il cui comando presteremo servizio.

Dovremo raccogliere informazioni sull’immobile, da individuare come aggregato strutturale a sé stante all’interno di uno più grande paragonabile all’isolato, composte da notizie sulla sua storia, sulle caratteristiche costruttive strutturali intrinseche ed estrinseche e sui danni rilevati.
Tutti questi dati porteranno ad un giudizio finale sulla possibilità che tale struttura ha di resistere ad una ulteriore scossa di pari intensità a quella massima rilevata durante il terremoto del 24 Agosto.

Il corso effettuato con la Protezione Civile nel 2013, i successivi aggiornamenti ed i consigli del Coordinatore Regionale ci fanno sentire sicuri di poter affrontare al meglio il lavoro di compilazione delle schede; quello che rimane un’ incognita è la reazione emotiva sul campo, quando non ci dovremo confrontare solamente con “maschi murari e lesioni strutturali”, ma dovremo relazionarci soprattutto con le persone e, molto probabilmente, supportare anche le loro “rovine interiori”.

Rieti è la prima tappa, dove alla Direzione Di Comando e Controllo (Di.Coma.C) della Protezione Civile avviene il nostro accreditamento ed abbiamo i primi contatti con i colleghi che in coppia compongono le circa 80 squadre presenti ogni settimana. Da questo momento facciamo ufficialmente parte del grande gruppo della Protezione Civile e delle varie Associazioni di Volontariato.

Ma proprio alla postazione del nostro Ordine, quella del  CNAPP, iniziano le prime difficoltà: non hanno lasciato le pettorine di riconoscimento per noi. Ma non ci demoralizziamo ed usiamo quelle dell’auto che saranno un valido sostituto per tutta la settimana.
Ripartiamo dunque con destinazione Arquata del Tronto nelle Marche dove dal CCR (Centro di Coordinamento Regionale) saremo assegnati alla destinazione finale.
All’arrivo veniamo a conoscenza che, per pochissimo tempo, è sfumata l’occasione di incontrare Papa Francesco in visita alle zone terremotate:
Ce ne dispiacciamo e scortati dai Vigili del Fuoco, prendiamo alloggio presso l’Hotel Schiavoni di Piedilama posto nella Zona Rossa presidiata dall’Esercito dove però non potremo cenare.
Tale inconveniente è superato grazie al proprietario Angelo che ci prepara una cena fredda con quello che ha per se e la sua famiglia, tutta presente nella struttura ricettiva a causa degli ingenti danni subiti dalla loro abitazione.

La mattina seguente al CCR, la speranza di poter lavorare nelle zone di maggior bisogno è però vanificata dalla scoperta della destinazione assegnataci: Comune di Offida, dall’altra parte dell’Appennino, a pochi chilometri da San Benedetto del Tronto! Praticamente sul Mar Adriatico.

Lo sconforto ci prende; ci domandiamo come mai facciano spostare una squadra dalla costa Toscana fino a quella Adriatica. Ci sembra che sia uno spreco di risorse ed energie; non ci sono squadre dall’Adriatico che potrebbero anche tornare a casa la sera?
Ma obbediamo al comando e ci rechiamo senza perdere tempo presso il COC (Centro Operativo Comunale) dove il personale dell’Ufficio Tecnico si mette a completa disposizione, guidandoci subito presso le abitazioni per le quali è stata inoltrata una Istanza di Sopralluogo per l’Agibilità.

Passano due giornate di intenso lavoro, ma i danni registrati sono soprattutto pregressi, in quanto dovuti al Sisma del 1997 in Umbria e di quello più recente del 2009 all’Aquila, nonché all’azione demolitrice del tempo che ha potuto agire indisturbata grazie all’incuria dei proprietari lontani. Molti sopralluoghi  evidenziano anche danni strutturali dovuti a dissesti geologici di cui gran parte della collina, su cui sorgono le nuove zone di Offida, risulta essere soggetta.

Durante il viaggio verso la Di.Coma.C. Di Rieti, per il controllo e deposito della prima parte del lavoro, il nostro malumore cresce; il desiderio di essere d’aiuto alla popolazione, che realmente ne ha bisogno,  ci porta nuovamente a fermarci al CCR di Arquata del Tronto dove, per fortuna siamo ascoltati e veniamo destinati nuovamente a quel territorio.

E’ questa l’area veramente martoriata e bisognosa di pronti interventi per ridare una speranza a tutte quelle persone che, dalla tendopoli tendono lo sguardo verso la “zona rossa” del centro storico di Arquata, oramai ridotto ad edifici pericolanti contornati da cumuli di macerie, e verso il suo magnifico Castello ferito.
Sono comunque gli anziani i più tristi, i loro occhi ci accompagneranno per tutta la vita, mentre i bambini sembrano, forse solo  apparentemente, essere più spensierati e giocano con i ClounOrsotti di Camilla, un’associazione Onlus abruzzese che fa della Clownterapia una missione.

Mentre i nuovi sopralluoghi ci portano nelle Frazioni di Vezzano e Spelonga, possiamo cogliere l’azione, pericolosa ma costante ed instancabile, dei Vigili del Fuoco finalizzata principalmente alla sicurezza degli abitanti e di tutti noi operatori dell’emergenza.
La maglia di questo Corpo glorioso, con le mostrine riportanti i tanti luoghi di provenienza delle varie squadre, campeggia come un vero manifesto al loro valore in un ristorante della zona. Altro che maglie dei calciatori, loro sono dei veri Campioni ed i nostri giovani farebbero bene a conoscere, capire ed apprezzare il loro lavoro ed impegno.

Anche in queste due frazioni i pericoli maggiori registrati sono quelli dovuti ai danni incombenti da edifici che si trovano in cattivo stato di manutenzione, adiacenti ad aggregati strutturali magari ristrutturati, causandone quindi l’inagibilità per il rischio di crolli sia sugli edifici stessi sia sulle strade e gli spazi aperti in generale.

L’abbandono del patrimonio edilizio dovuto alla lontananza dei proprietari si fa sentire anche qua.
Ci sono tantissime abitazioni che se fossero state oggetto di interventi strutturali, talvolta anche minimi, non avrebbero subito la forza distruttrice del sisma.
Semplici soluzioni come l’inserimento di catene od il rifacimento delle vecchie facciate a sacco in pietra a faccia-vista, con la semplice sostituzione dei vecchi commenti in terra o rena e calce con un legante a base di cemento, avrebbe evitato almeno tanti cedimenti del paramento murario esterno.

La nostra giornata tipo inizia alle ore otto, con il passaggio presso il COC per il deposito delle schede elaborate durante l’intera giornata precedente e per l’acquisizione di nuovi sopralluoghi da impostare per quella seguente.
Poi partenza verso le frazioni colpite nelle quali abbiamo sempre trovato una calda accoglienza da parte dei proprietari da noi stessi contattati precedentemente.
Il lavoro di sopralluogo si protrae quindi incessante fino alle 19.00 con una media di 14-15 edifici visionati al giorno, poi in albergo per la stesura definitiva delle schede e l’organizzazione delle foto scattate (circa 200 al giorno) che ci impegna fino all’una di notte.
Solo la breve pausa della cena presso la tenda della Regione Emilia Romagna ci permette di “staccare la spina”. Da li passano tutti: gli abitanti ospitati nella sottostante tendopoli e i volontari, sia provenienti dalle associazioni onlus che dalle fila della Protezione Civile.

Ma le giornate non sono tutte scorse in modo uguale, presso Spelonga, una frazione di 240 abitanti posta sul versante opposto della vallata rispetto ad Arquata, non solo ci accolgono in modo commovente, ma addirittura ci invitano al pranzo che tutta la comunità ha organizzato per chiudere il mese di festeggiamenti interrotto dal sisma del 24 Agosto.
La “Festa Bella” viene organizzata ogni tre anni per rievocare la partecipazione di 150 spelongani alla quarta Crociata dove, nella battaglia di Lepanto del 1571, riuscirono ad impossessarsi una bandiera turca che oggi fa bella mostra di sé all’interno della chiesa di Sant’Agata.

La loro forza interiore ci contagia e la voglia di ricominciare che traspare dai giovani presenti permette anche a noi di affrontare il nostro compito in modo psicologicamente meno pesante.
Verso la fine del pranzo una gradita sorpresa ravviva ulteriormente la festa: il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio ed il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Vasco Errani giungono in visita  portando parole di conforto e di sprone per un attento controllo della ricostruzione da parte dei cittadini stessi che dovranno essere i primi a denunciare anomalie e cattivi comportamenti.

Siamo quindi giunti al settimo giorno di lavoro, domani porteremo le ultime schede al COC, saluteremo i colleghi geometri che, inquadrati nelle associazioni di volontariato della Protezione Civile, sono impegnati da oltre un mese nelle aree terremotate.

Pronti per partire, notiamo però strani movimenti di troupe tv che ci comunicano che da li a poco sarebbe giunto al campo di Arquata il Presidente del Consiglio.
Attendiamo cinque minuti, ci guardiamo negli occhi, e decidiamo di non togliere ulteriore tempo alle famiglie e quindi di incamminarci subito verso la Di.Coma.C. per gli ultimi adempimenti del controllo formale e la raccolta del lavoro svolto.

Il nostro compito si esaurisce qui.

Adesso è tempo di tornare ai nostri affetti, ma è duro riprendere la quotidianità;  rimarrà indelebile questa nostra esperienza al servizio delle popolazioni del Sisma dell’Italia Centrale 2016.

Paolo Fatticcioni
Rita Bernardini
Un grazie a tutti i Soci INBAR  che hanno servito nelle zone terremotate:
CINZIA SCANDURRA (Massa Carrara)
PAOLA DE BIASI (Brindisi)
FRANCESCO SENERANO (Brindisi)
COSIMO VENERITO (Brindisi)
DIANA BUONOMO LA ROSSA (Napoli)

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