architettura green salerno
Written by INBAR  /  On Apr 26, 2012

un nuovo progetto ridisegna la città di baronissi

Si chiamano Arianna Rocco e Francesco Langone, sono due giovani architetti, hanno studiato e lavorato a Napoli, ed insieme hanno vinto il concorso nazionale di idee “Il Territorio al centro dell’Attenzione”, bandito dal Comune di Baronissi (una cittadina alle porte di Salerno che ambisce a diventare il nuovo polo culturale della Valle dell’Irno). Il loro progetto, dal titolo “connessioni per una strategia di sviluppo”- esposto assieme a quelli degli altri partecipanti al museo Frac di Baronissi fino al 14 marzo – è una piccola rivoluzione eco-sostenibile: “non si tratta di un semplice restyling urbano. – fa sapere Arianna Rocco – La nostra idea si fonda sulla volontà di identificare nella città di Baronissi, una nuova polarità, un nuovo centro dove far convergere tutte le attività di relazione della vita della cittadina e delle comunità limitrofe. Come farlo? rigenerando parti di città, portando a nuova vita i vecchi complessi residenziali e favorendo lo sviluppo del territorio.” Nelle loro tavole, nuovi spazi verdi creano la cerniera tra il tessuto di recente edificazione ed il centro storico consolidato.

Il fulcro attorno cui giostra l’intero modello, è il verde pubblico, che diviene elemento strutturante della trama urbana della città. L’obiettivo principale del loro progetto è ricucire gli spazi sul piano urbanistico e paesaggistico attraverso un disegno unitario. Per fare questo, Rocco e Langone hanno previsto una rete ciclabile capillare ed il potenziamento delle vie di comunicazione, compresa la ferrovia, con la stazione interamente ridisegnata. A loro piace definirlo come un “flusso dinamico verde”, che dalla periferia entra in città e scorre tra gli edifici, impossessandosi degli spazi aperti, sovrapponendosi alla struttura urbana edificata, senza intervenire direttamente su di essa. A guardare le tavole, un flusso di linee verdi struttura le aree, organizza le piazze e gli assi viari, determinando una continuità tra le varie parti della città. Così parcheggi e traffico scompaiono nel sottosuolo all’insegna del verde e delle relazioni sociali.

Nel nuovo parco urbano saranno creati dei parcheggi interrati, ristoranti e caffè. Al di sotto dei piani diversamente inclinati, che configurano nuovi spazi abitabili, saranno collocati il Teatro Comunale e il Centro delle arti. La vera novità è però costituita dalla riqualificazioni dei vecchi edifici di edilizia popolare “abbiamo previsto una ristrutturazione secondo i principi della bioedilizia – dice l’architetto Langone – con la trasformazione degli edifici in nuove strutture di classe energetica “A”, grazie all’integrazione di fonti rinnovabili e materiali ecocompatibili come pannelli Brise Soleil scorrevoli, serre solari, celle fotovoltaiche e turbine eoliche integrate. L’idea è quella di creare un vero e proprio involucro edilizio che ridisegni le vecchie palazzine di stampo economico, senza poggiare sulla loro struttura.

Un sistema autoportante detto “a doppia pelle”, e quindi letteralmente a cavallo del palazzo e sorretto su se stesso, creerà superfici aperte, che aumenteranno le dimensioni dei terrazzini di ogni singolo appartamento.” Si tratta di otto tavole a colori. A guardarle così, elaborate in 3d, sembra di vedere le foto di un’opera già realizzata. E invece è solo su carta, e mentre i loro indici scorrono rapidi sui fogli a illustrare le tecniche utilizzate, ne traspare un’ emozione affettuosa che fa ben sperare in una nuova leva di progettisti consapevoli. Dalle matite di due architetti, le linee di un nuova progettualità sostenibile.

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