Written by Pina  /  On Feb 03, 2020

EPPUR SI MUOVE (INBAR NEI TERRITORI – RESOCONTO DI UNA GIORNATA NEL TRAPANESE)

Con la Presidente Anna Carulli, venerdì scorso a Marsala, abbiamo rappresentato l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura nell’ambito del  – il Tavolo delle professioni tecniche attivo nella provincia di Trapani. Una coinvolgente giornata di studi, ragionamenti e approfondimenti su temi che interessano, ad ampio spettro, il rapporto tra le professioni e la società e, fondamentalmente, il contributo che queste -cinghia di trasmissione delle innovazioni al Paese- possono offrire nell’individuare nuove e più efficaci strategie per lo sviluppo globalmente sostenibile del territorio: quello del trapanese sicuramente, con la sua grande storia, le sue eccellenze e le sue criticità ma la valenza dei ragionamenti, grazie anche ai contributi offerti- tra gli altri- da Angelo Valsecchi del Consiglio Nazionale Ingegneri e da Mario Braga, Presidente del Consiglio Nazionale Periti Agrari, si è rivelata molto più ampia, passando -tra le tante tematiche toccate- dall’importanza della cura dell’esistente e della manutenzione quale buona pratica insita nel concetto di rigenerazione, al valore strategico degli investimenti in formazione e innovazione per evitare, in un futuro non proprio remoto, la desertificazione delle intelligenze che dovranno governare il nostri domani.
E’ stato, in fondo, l’accoglimento delle sollecitazioni espresse in premessa dal Coordinatore del Tavolo Francesco Parrinello che, nella sua prolusione in avvio dei lavori, ha tracciato un condivisibile scenario di futuro prossimo riferito allo sviluppo delle città e dei territori, alle problematiche connesse a stili di vita e produzione che siamo chiamati a razionalizzare indirizzandoli verso una sostenibilità la quale, per esser tale, deve olisticamente comprendere gli aspetti economici, sociali e ambientali, nel rispetto delle identità locali. Vito Mancuso, Presidente dell’Ordine Architetti di Trapani, attraverso un bellissimo filmato sulle città del futuro, ne ha poi tracciato una efficace sintesi. Una questione di equilibrio, come a me piace definirla.
Per parte nostra, nelle specificità dell’INBAR, abbiamo ragionato sui rapporti tra uomo, ecologia e ambiente, con una puntuale ricostruzione –a cura di Anna Carulli- delle visioni anticipatrici espresse già una trentina d’anni fa da Ugo Sasso, fondatore dell’Istituto, rapportate alle condizioni odierne per le quali, ottenuti gli strumenti, è il momento di passare finalmente all’azione; il mio compito è stato quello di illustrare e analizzare le condizioni, le responsabilità e le opportunità che le procedure C.A.M.(Criteri Ambientali Minimi) offrono a Istituzioni, Imprese e Professionisti nel perseguimento di trasformazioni territoriali che abbiano al centro il benessere e la dignità delle persone. Infine, a nome dell’Istituto, abbiamo partecipato attivamente alla redazione della mozione congressuale finale che, seppur riferita al contesto specifico, per i principi che esprime ha valenza propositiva generale. Sono quei segnali di movimento intellettuale, di ripresa attiva della coscienza critica dei lavoratori della conoscenza, che ci devono far sperare in un futuro prossimo diverso e migliore dell’attuale presente.

A cura dell’Arch. Giuseppe Scannella – Comitato Scientifico Nazionale INBAR

      

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