Written by Pina  /  On Lug 26, 2019

INCASTRO FESTIVAL, LE CONCLUSIONI

InCastro Festival, ideato e organizzato dall’associazione Vento di Scirocco, Casa Faranda e dall’Istituto Nazionale di BioArchitettura (INBAR) col suo Presidente Anna Carulli, coorganizzato dal Comune di Castroreale e dall’Ordine degli Architetti di Messina, con la collaborazione di IterCulture, del Circolo auto e moto d’epoca Alzavalvola e del presidente dell’Associazione Piccolo Museo della Moto, Enrico Munafò, si chiuderà la sera dell’11 luglio. Saranno cinque giorni ricchi di azioni performative, site-specific, jam session musicali, concerti, mostre, installazioni, tavole rotonde, laboratori multidisciplinari e tantissime attività collaterali. Il Festival si avvale di una ramificata rete di partner, tra cui la Città Metropolitana di Messina e ConfCommercio Messina, fortemente voluta dai direttori artistici Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari, per realizzare un evento del territorio e per il territorio che, in continuo dialogo con la tradizione artistica e culturale di Castroreale, reinterpreti e abiti il borgo con fermenti artistici in grado di raccontarne il passato e i luoghi per iniziare a scrivere una nuova storia contemporanea.

Castroreale (Me) – Medaglia d’Argento 2018 tra i Borghi più Belli d’Italia, Castroreale sarà animato dalla prima edizione del festival urbano InCastro Festival, dal 7 all’11 luglio 2019. Una cinque giorni tra azioni performative site-specific, jam session musicali e concerti, mostre e installazioni, tavole rotonde, laboratori multidisciplinari e diverse attività collaterali

Il 7 luglio 2019 dalle 17.00 in poi , si è dato via ad InCastro Festival, con la composizione istantanea di musica e attività performative InCasaFaranda, frutto del lavoro coreografico di Giorgia Di Giovanni e Danilo Smedile e della ricerca musicale di Gianni Mimmo (saxofono soprano), Pierfrancesco Mucari (saxofoni, marranzani) e Andrea Piccioni (tamburello italiano e frame drum). dalle mostre e le installazioni (Frammenti Castriciani, Terzo Livello, Humana Natura), al laboratorio fotografico di Renée Purpura, all’azione performativa InCasaFaranda. Gli interventi di Antonio Presti, Massimo Carosi, Gio Dardano ed Anna Carulli, in piazza Santa Marina,hanno aperto il festiaval sui temi dell’Eresia della bellezza, Corpi e paesaggi e Poetica della Bioarchitetura. I progetti trasversali con l’ass. alla Cultura Giusy Pino, il Piccolo Museo della Moto, il “Planetario Andromeda”, “Amiamo Castroreale” e visite guidate attraverso il borgo Medaglia d’Argento 2018 tra i Borghi più Belli d’Italia.

Nelle giornate di domenica 7, martedì 9 e giovedì 11 luglio, dalle 17 alle 22, erano fruibili 4 eventi espositivi appositamente allestiti in diversi ambienti suggestivi del borgo medievale:

  • il progetto fotografico Frammenti Castriciani di Ylenia Milici ed Hernàn Colombo Abot;
  • l’installazione Terzo Livello di Salvatore Raimondo, curata da Enrica Carnazza, in cui le tele abbandonano lo spazio espositivo per una nuova esperienza di “Vita Vera”;
  • la videoinstallazione HUMANA NATURA di Stefania Sottile, Simone Allegra, Germano Cucinotta e Santi Catanesi, in cui sono indagati i segni del Tempo sull’Uomo e sulla Natura;
  • il percorso espositivo Il dialogo della memoria, alla scoperta delle opere realizzate da diversi artisti nazionali e internazionali che hanno lavorato con Hidetoshi Nagasawa durante la residenza che l’artista giapponese ha effettuato nel 2010 a Castroreale, organizzato come progetto trasversale al festival dall’Assessore alla cultura Giusy Pino con il coinvolgimento dei ragazzi del Servizio Civile Universale seguiti dalle tutor Marina Mirabile e Melina Trovato.

Dall’8 all’11 luglio, i vicoli, le piazze e gli edifici del borgo sono stati sede di momenti laboratoriali a cura degli artisti ospiti di InCastro Festival, i cui esiti hanno confluito nelle azioni artistiche e nei concerti della serata conclusiva dell’11 luglio.

I laboratori erano tenuti dai performer Riccardo Guratti (INsito), Giorgia Gasparetto e Priscilla Pizziol (Mi fai un po’ di spazio?), da Ada Trifirò di Anima Yoga (In Ascolto), dalla fotografa Renée Purpura (1, 2, 3…FOTO!) e dai musicisti Pierfrancesco Mucari (MARranzano), Andrea Piccioni (TAMburello) e Gianni Mimmo (Navigation Through Form) di Amirani Records.

Inoltre, i luoghi, gli scorci, i paesaggi, la storia, le persone e l’architettura circostante saranno spunto di riflessione e confronto per il laboratorio della durata di 20 ore A B I T (U) A R E al borgo, dall’8 al 10 luglio organizzato dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura comprendente una sezione pratica, dedicata al recupero dei materiali, tenuta dal Presidente Nazionale Anna Carulli e dai componenti del Comitato Scientifico Nazionale Pino Falzea, Gio Dardano, Nunzia Coppola e Giuseppe Scannella,Fabrizio Ciappina e Gaetano Scarcella dello studio MODULOQUATTRO ARCHITETTI e con una sezione dedicata alla fotografia tenuta dall’Arch. Graziella Anastasi Vice Presidente della Sezione INBAR di Messina; gli stessi sono stati protagonisti della seconda tavola rotonda “Parola e Arte” dell’11 luglio, nella quale hanno partecipato anche il curatore Enrica Carnazza (arco – Centro di competenze per l’arte e l’architettura contemporanee e GAi – giovani artisti italiani) e l’architetto Michele Palamara (Rete dei borghi di Messina) dell’UFFICIO STAMPA INBAR.

Il 9 luglio il festival è stato arricchito arricchito dalle azioni degli artisti che hanno risposto alla Chiamata Libera di Casa Faranda, tra cui la performer Dara Siligato, il lighting designer Nevio Cavina, dagli origami di Nunzio Laganà e dalla festa organizzata dal ristorante Al Duomo, promossa da L’ape che rusti.

  • La giornata conclusiva ha visto inoltre, prendere forma una Processione d’arte, guidata dalla Banda Musicale M° Settimo Sardo di Castroreale, con un percorso itinerante tra gli scorci più suggestivi del borgo in cui il pubblico èstato sorpreso da performance site-specific e improvvisazioni artistiche a cura degli ospiti del festival che si sono conclusi con il concerto del progetto musicale Sana Lotus, organizzato dal Ristorante Al Duomo, con l’aiuto della Proloco Artemisia. I molti partner di InCastro hanno contribuito a rendere l’evento partecipato e diffuso sull’intero borgo attraverso progetti trasversali come: le visite guidate del borgo e al Planetario Andromeda (ass. Andromeda) e al Piccolo museo delle moto (Circolo Alzavalvola), la mappatura del borgo da parte di ASAC e un punto riciclo organizzato dall’associazione Amiamo Castroreale.

L’accoglienza e partecipazione dell’intera città ha permesso di aprire le case di Castroreale, oltre ai locali (Ristorante Al Duomo, Skiticchio, Castropub, Le Cose Buone della Botteguccia, Azienda Agricola Contrada Crizzina) e B&B (Green Manors, La casa di Maria, Le 2 Cantine) aderenti, per ospitare artisti, operatori, tecnici, giornalisti, partecipanti ai laboratori e spettatori del Festival, permettendo di vivere uno dei borghi più belli d’Italia immersi nell’arte e nella cultura, oltre che nelle sue viste mozzafiato.

  • Si è concluso l’11 luglio “A B I T (U) A R E al borgo”, il laboratorio di Bioarchitettura curato da Anna Carulli, Pino Falzea, Gio Dardano, Nunzia Coppola, Giuseppe Scannella, Gaetano Scarcella, Fabrizio Ciappina e Graziella Anastasi (per la fotografia).
    Il laboratorio ha affrontato la sostenibilità e la ricerca percorrendo le tracce e le definizioni di “architettura liquida” come filo conduttore per la formalizzazione di un linguaggio indirizzato a professionisti, esperti ed utenti. “Tre giorni di confronto – ha detto Giuseppe Scannella – sull’essenza dell’architettura nel rapporto tra politica e norma. L’architetto è ‘bio’ quando si occupa dell’equilibrio tra la sua opera culturale con l’uso possibile e sostenibile dell’ambiente nel quale l’uomo vive. Questo è ciò che si è cercato di trasferire alle nuove generazioni di progettisti, tra ascolto, curiosità e responsabilità”. “L’ipotesi più probabile – ha detto Gio Dardano – che vedo nel futuro, è la rete come strumento per responsabilizzare l’architettura della Terra in modo intersoggettivo. Ripensare luoghi e paesaggi in termini dinamici che mutano con il cambiare delle idee e delle culture non soltanto in termini di dissenso o consenso, ma attraverso nuove categorie di pensiero che prendano seriamente il desiderio, il sogno, la pacificazione tra gli elementi e gli esseri viventi attraverso un’informazione aperta in spazio virtuale interattivo che trasforma le architetture del pensiero in immagini e architetture abitabili”.
    “L’architettura liquida – come il Presidente Nazionale INBAR Anna Carulli la definisce – è emozionale, poetica, onirica, è il luogo in cui le componenti ‘smaterializzate’ rappresentano l’essenza costruttiva che consente la comunicazione e la trasmissibilità simultanea in tutto il mondo dei processi di adattamento progressivo della realtà al pensiero e viceversa”.
    Domani giornata conclusiva con la seconda tavola rotonda “Parola e arte”, a cui parteciperanno Anna Carulli, Pino Falzea, Gio Dardano, Nunzia Coppola, Giuseppe Scannella, Gaetano Scarcella, Fabrizio Ciappina e Graziella Anastasi per il laboratorio A B I T (U) A R E al borgo di Bioarchitettura, Enrica Carnazza, referente Arco e GAi, e Michele Palamara, per la Rete dei borghi.

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ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI INBAR
PUBBLICAZIONE ARTICOLO SU AZERO – CAM CRITERI MINIMI AMBIENTALI

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