Written by Pina  /  On Apr 08, 2019

MANIFESTO PER LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE INTEGRATA – RAGUSA

RAGUSA 5 aprile 2019 – Istituto Nazionale di Bioarchitettura- Sezione di Ragusa
Si è svolto il Convegno con la presentazione del “MANIFESTO PER LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE INTEGRATA
Apertura dei lavori con il presidente della Sezione provinciale INBAR Ragusa, l’arch. Giuseppe Cucuzzella, con il nostro presidente nazionale Anna Carulli che ha introdotto le tematiche e con il presidente dell’Ordine Architetti P.P.C. di Ragusa l’arch. Salvatore Scollo, con il presidente CNA, Giuseppe Santocono che hanno ospitato l’evento nella sede in via psaumida 38.
Presente nel dibattito sui temi,il COMITATO SCIENTIFICO NAZIONALE dell’Istituto, con l’Ing.Vincenzo Lamanna e l’arch. Giuseppe Scannella.
Sono intervenuti il Consigliere Nazionale Nando Bertolini ed il presidente della Commissione Pianificazone integrata Giorgio Origlia, che hanno presentato il “MANIFESTO PER LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE INTEGRATA”
A seguire l’arch. Nunzia Coppola presidente della Commissione sui CAM – Criteri Ambientali Minimi, l’Inbar ha richiamato l’attenzione sul Nuovo Codice degli Appalti ed il DM 11/10/2017 in riferimento delle prospettive per la tutela e salvaguardia sostenibile del territorio.
I sette punti del “MANIFESTO PER LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE INTEGRATA” ,inoltre, sono stati messi in relazione con al DM DM 11/10/2017 sui CAM – Criteri Ambientali Minimi:
LA TUTELA E SALVAGUARDIA SOSTENIBILE DEL TERRITORIO: Linea Guida n. 2 di attuazione ANAC del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 Art. 95, comma 6, del Codice vengono indicati i seguenti criteri: a) qualità (pregio tecnico, caratteristiche estetiche e funzionali, accessibilità, certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, CARATTERISTICHE SOCIALI, AMBIENTALI, CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI, caratteristiche innovative, commercializzazione e relative condizioni); b) POSSESSO DI UN MARCHIO DI QUALITÀ ECOLOGICA DELL’UNIONE EUROPEA (ECOLABEL UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura PARI O SUPERIORE AL 30 PER CENTO del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto; c) costo di utilizzazione e manutenzione, «AVUTO ANCHE RIGUARDO AI CONSUMI DI ENERGIA E DELLE RISORSE NATURALI, ALLE EMISSIONI INQUINANTI E AI COSTI COMPLESSIVI, INCLUSI QUELLI ESTERNI E DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI, RIFERITI ALL’INTERO CICLO DI VITA DELL’OPERA, BENE O SERVIZIO, CON L’OBIETTIVO STRATEGICO DI UN USO PIÙ EFFICIENTE DELLE RISORSE E DI UN’ECONOMIA CIRCOLARE CHE PROMUOVA AMBIENTE E OCCUPAZIONE»; d) COMPENSAZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS AD EFFETTO SERRA ASSOCIATE ALLE ATTIVITÀ DELL’AZIENDA calcolate secondo i metodi stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della Commissione del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni .
CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) DM 11/10/2017: Linea Guida n. 2, di attuazione ANAC del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 I criteri di valutazione definiti dalla stazione appaltante tengono conto dei criteri ambientali minimi (CAM) adottati con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; i criteri di valutazione prevedono l’attribuzione di specifici punteggi da parte delle stazioni appaltanti sulla base di specifiche tecniche premianti (appositamente elaborate per le procedure aggiudicate sulla base del criterio del miglior rapporto qualità/prezzo). Nella valutazione delle offerte possono essere valutati profili di carattere soggettivo introdotti qualora consentano di apprezzare meglio il contenuto e l’affidabilità dell’offerta o di valorizzare caratteristiche dell’offerta ritenute particolarmente meritevoli; in ogni caso, devono riguardare aspetti, quali quelli indicati dal Codice, che incidono in maniera diretta sulla qualità della prestazione. Al comma 13 dell’art. 95 viene anche stabilito che, compatibilmente con il rispetto dei principi che presidiano gli appalti pubblici, le stazioni appaltanti possono inserire nella valutazione dell’offerta CRITERI PREMIALI LEGATI ALL’IMPATTO SULLA SALUTE E SULL’AMBIENTE (IVI COMPRESI I BENI O I PRODOTTI DA FILIERA CORTA O A CHILOMETRO ZERO) .
I CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato, SONO DEFINITI NELL’AMBITO DI QUANTO STABILITO DAL PIANO PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E DEI CONSUMI DEL SETTORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. LA LORO APPLICAZIONE SISTEMATICA ED OMOGENEA CONSENTE DI DIFFONDERE LE TECNOLOGIE AMBIENTALI E I PRODOTTI AMBIENTALMENTE PREFERIBILI e produce un effetto leva sul mercato, inducendo gli operatori economici meno virtuosi ad adeguarsi alle nuove richieste della pubblica amministrazione. Il Codice degli appalti (dlgs 50/2016) rende obbligatoria l’applicazione dei CAM da parte di tutte le stazioni appaltanti. Oltre alla valorizzazione della qualità ambientale e al rispetto dei criteri sociali, l’applicazione dei criteri ambientali minimi risponde anche all’esigenza della pubblica amministrazione di razionalizzare i propri consumi, riducendone ove possibile la spesa.
Green Economy, Green Public Procurement e Nuovo Codice degli Appalti La Pubblica Amministrazione contribuisce al conseguimento degli OBIETTIVI AMBIENTALI PREVISTI DAL PIANO D’AZIONE PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEI CONSUMI NEL SETTORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (PAN GPP), attraverso l’inserimento dei criteri ambientali minimi del Ministero Ambiente negli appalti di qualsiasi importo (forniture, servizi, lavori ) A partire dalla fine degli anni ‘90, la Commissione Europea, con il LIBRO VERDE SUGLI APPALTI PUBBLICI NELL’UE (1996), introduce uno strumento di politica ambientale volontario (GPP), con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale, attraverso la leva della domanda pubblica Green Public Procurement – Definizione dell’Unione Europea Green Public Procurement è l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ecologici negli appalti di forniture/servizi/lavori •incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali, •sviluppando prodotti validi sotto il profilo ambientale, •ricercando e selezionando le soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita

       

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