Written by Pina  /  On Mar 22, 2019

Partecipazione INBAR presso il Ministero delle infrastrutture e Trasporti – Roma il 19 mar’19

Partecipazione a Roma il 19 marzo 2019 presso il Ministero delle infrastrutture e Trasporti, dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura con il presidente Anna Carulli, i Consiglieri Nando Bertolini e Federico Morchio, alle audizioni e consultazioni sul GDL D.I. 1444/68.

Con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 31 luglio 2018 n. 349 è stato istituito un Gruppo di lavoro per l’approfondimento della fattibilità e dei possibili contenuti dell’aggiornamento del D.I. 1444/68 in materia di standard urbanistici ed edilizi. Si tratta della normativa in materia di “Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza di distanza tra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti ai sensi dell’art. 17 della legge 765 del 1967 in materia di standard urbanistici” che è stato uno strumento centrale dell’urbanistica italiana del secondo Novecento, tuttora in vigore.
Affrontare la possibilità dell’aggiornamento del decreto interministeriale a 50 anni dalla sua entrata in vigore si è rilevata una operazione di notevole complessità metodologica e concettuale. Il decreto ha infatti rappresentato la norma di riferimento per attrezzare le città e le espansioni edilizie con aree verdi, asili nido, scuole materne e dell’obbligo, servizi sanitari, spazi per la collettività e parcheggi. Esso ha anche indicato la necessità di pianificare spazi per le attrezzature pubbliche per l’istruzione superiore, per gli ospedali e i parchi pubblici urbani e territoriali, con un approccio, a ben vedere, solido e lungimirante. Studi a ritroso hanno permesso di ricostruirne il background, che colloca il decreto 1444 a cavallo tra l’emergere di nuove domande sociali e le esperienze di rinnovamento della progettazione urbana compiute con i massicci investimenti dei piani Gescal, che avevano consentito di sperimentare la progettazione di interi nuovi quartieri e di parti di città.
Gli standard urbanistici ed edilizi così fissati sono stati certamente uno strumento per fronteggiare e disciplinare l’impetuoso disordine urbanistico degli anni ’60 del Novecento, ma sono stati anche l’espressione di una ricerca di dimensionamento e proporzionamento urbanistico che aveva radici affondate nella cultura e nell’urbanistica italiana, europea e statunitense. Queste origini richiamano, oggi, all’esigenza di ripensare le città e le periferie a partire dal ruolo precipuo dell’urbano che, nell’ambito di cui si tratta, può essere descritto come il luogo organizzato della aggregazione di relazioni interpersonali e di reperibilità e fornitura di servizi per i diversi usi vitali delle città e per i bisogni degli individui e dei city user. A questa interpretazione del ruolo dell’urbano si associano ormai indissolubilmente gli obiettivi della rigenerazione, della riduzione fino all’azzeramento del consumo di suolo e la preoccupazione di mitigare gli effetti del cambiamento climatico attraverso una serie di misure quali l’estensione e la connessione delle aree verdi e il miglior funzionamento della rete per la mobilità sostenibile. I temi sottoposti in consultazione nello specifico:
1. Un’eredità fondamentale, un patrimonio da rigenerare.
2. Una norma da confermare e da aggiornare.
3. Alcune integrazioni necessarie per la città pubblica oggi.
4. Coordinamento e strumenti.
5. Il ruolo delle regioni e il lavoro in corso.

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