Written by Pina  /  On Nov 14, 2018

RICCHEZZA ED IDENTITÀ DEI TERRITORI

Ricchezza ed Identità dei Territori, seconda tappa dei viaggi in Calabria al centro del Mediterraneo per la conoscenza e valorizzazione dei territori, per una visione Mediterranea della BioArchitettura
Civita, piccolo centro del parco del Pollino: la sua storia, le sue tradizioni, la sua identità culturale, il suo Paesaggio maestoso.
La Sezione di Cosenza dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ha voluto incontrare e conoscere la Comunità di Civita, comune albanofono all’interno del Parco del Pollino, recentemente segnata dalla tragedia di questa estate, che ha visto dieci persone vittime della piena del fiume Raganello. E così, come le gole di questo fiume hanno portato Civita ad essere conosciuta dagli escursionisti italiani ed internazionali per i suoi Paesaggi maestosi, la tragedia di questa estate l’ha portata all’attenzione generale quale testimone dei danni del cambiamento climatico e dei problemi posti dal rapporto tra turismo, natura e tutela del territorio.
L’incontro si è inserito all’interno dei viaggi che la sezione aveva programmato come itinerari di conoscenza intesa come valorizzazione delle aree interne calabresi. L’evento è stato programmato come approfondimento dell’identità di un paesaggio culturale che cresce, si stratifica e si modifica attraverso un rimando reciproco fra Natura e segni di Civiltà. Un insediamento protetto da montagne inaccessibili, ricche di sorgenti d’acqua, ma con la possibilità di rivolgere lo sguardo verso il mare da cui si era giunti. Nella storia di Civita emerge un aspetto importante della storia della Calabria, l’aspetto della cultura dell’accoglienza, la presenza ancora attiva da un punto di vista linguistico, antropologico, enogastronomico di una etnia che ha mantenuto la sua identità. culturale anche nella struttura insediativo-architettonico delle gijtonie. Ci riferiamo alla cultura degli Albanesi di Calabria (Arbëreshë), che dal XV secolo, profughi perseguitati, hanno trovato accoglienza ed hanno dato origine ad una realtà complessa la cui identità è ancora riconoscibile nella lingua, nelle tradizioni e nella religione. Non a caso le comunità Arbëreshë sono state recentemente visitate dal Presidente della Repubblica di Albania ed hanno chiesto il riconoscimento Unesco della propria cultura come Bene Immateriale dell’Umanità. Il tema delle radici culturali comuni con l’Albania è stato motivo di ispirazione del pittore albanese Kodra, che con il ciclo Arberia poetica inserisce la dimensione sconosciuta di una persistente minoranza culturale in un orizzonte che va oltre il circuito nazionale.
L’iniziativa della sezione è stata accolta con molto favore dal territorio ed hanno quindi risposto al nostro invito a partecipare il Sindaco, il Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Cosenza, il Presidente dell’INU Calabria e varie associazioni operanti nel territorio calabrese. Nel corso della giornata i partecipanti sono stati guidati lungo l’itinerario, pensato con il supporto di una imprenditrice locale, sui luoghi più rappresentativi dell’evoluzione insediativa, ripercorrendone la storia e narrando il significato antropologico del nascere e crescere della comunità nelle gijtonie, visitando una delle case parlanti, a stretto contatto con il paesaggio maestoso delle Timpe scavate dalle gole del Raganello,.
Due anni fa, come Sezione dell’Istituto, avevamo portato architetti e docenti colombiani ed italiani a visitare Civita, inserendola nell’itinerario di Habitandando del 2016 (https://www.dialoghinarchitettura.org/). Allora eravamo scesi sul Ponte del Diavolo, per ammirare ed ascoltare il Raganello, e lì avevamo fatto una piccola sosta per raccontare il concetto spaziale urbano di gijtonia, attraverso lo studio dell’architetto Enzo Mattanò’, che non potendo essere presente, ci aveva fatto dono delle sue ricerche durante la docenza alla Federico II di Napoli. Abbiamo sperimentato il motto di Habitandando: il territorio come aula. Siamo stati poi invitati a parlarne durante un workshop internazionale nelle Marche alla comunità che ci ospitava, colpita dal persistere di tanta ricchezza culturale del nostro Sud.
Oggi, nel nostro viaggio con le associazioni calabresi, non siamo potuti scendere nelle gole del Raganello: il percorso si è concluso sulla terrazza del belvedere, piantando un piccolo ulivo donato dall’associazione Terra di Piero, in ricordo di un incontro con una comunità, i suoi luoghi ed il suo Paesaggio, come segno di speranza e rigenerazione. Siamo certi come architetti che solo camminando ed incontrando, riusciremo nuovamente ad immergerci nel senso riscoperto dell’abitare ecologicamente, un abitare che nella dignità della sua frugalità e sobri bellezza reimpara sulle tracce della storia ad ascoltare la natura e a custodire territori, case, persone, comunità, paesaggi.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2108867512775938&id=1971801859815838

http://www.bioarchitettura.it/events/noi-siamo-con-civita-7-ott18-civita-cs/

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