Written by Pina  /  On Gen 28, 2020

WE CARE LAND – CONTRIBUTI AD UNA PIANIFICAZIONE INTEGRATA DELLA GESTIONE E CURA DEL TERRITORIO

L’Istituto Nazionale Bioarchitettura a Roma il 24 gennaio 2020 presso la sede della Regione Lazio, Convegno “We Care Land” con la presentazione del manifesto dell’Arch. Nando Bertolini, Consigliere Nazionale INBAR e delegato della Commissione “Pianificazione territoriale integrata”, e il Coordinatore INBAR Regione Lazio Ing. Massimo Saldari, continua il dibattito e confronto di un percorso nazionale con la società civile, finalizzato a raccogliere riflessioni e spunti sul tema dell’urbanistica declinata secondo i temi della Bioarchitettura.
Sono stati molti gli incontri e i dibattiti che hanno messo a confronto scienziati ed umanisti rispetto ai grandi temi che la nostra società vive e fronteggia. Le riflessioni sono rivolte sul futuro dell’umanità tra sostenibilità, ambiente, economia e conoscenza.
Ciò in adesione al metodo partecipativo che ci proponiamo di avviare ponendo il nostro manifesto come base di confronto con le istituzioni e la società civile.
Il dissesto idrogeologico costituisce un tema di particolare importanza per l’Italia a causa degli impatti sulla popolazione, sulle infrastrutture lineari di comunicazione, sul patrimonio storico-culturale e sul tessuto economico e produttivo.
Il nostro è un Paese ad elevato rischio idrogeologico. Le frane e le alluvioni sono le calamità naturali più ricorrenti e causano, dopo i terremoti, il maggior numero di vittime e di danni.
Le attività agro-forestali hanno rappresentato, nei secoli scorsi, il principale agente modellatore del territorio italiano, creando spesso paesaggi di straordinaria bellezza. In passato, specifiche pratiche agricole e una capillare rete di regimazione delle acque e di stabilizzazione dei pendii contrastavano, su territori intrinsecamente predisposti, fenomeni di degrado dei suoli e di dissesto geomorfologico e idraulico.
Mentre lo spopolamento del territorio montano-collinare che ha determinato la progressiva riduzione del presidio e della manutenzione delle opere di protezione, l’aumento significativo delle superfici artificiali, con un incremento della densità del costruito a scapito delle aree naturali, ha intensificato il degrado del suolo, con la conseguente perdita delle sue funzioni ecosistemiche.
Il consumo di suolo, quindi, non è l’unica, né la principale causa del dissesto del territorio, ma concorre, in maniera significativa, ad accrescerne la fragilità.
L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura intende, con questo importante evento, contribuire a delineare il quadro di conoscenza in cui ogni soggetto coinvolto in interventi sul territorio dovrebbe inserirsi, e la direzione da intraprendere per garantire la sua sostenibilità.

PROGRAMMA

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