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Siglato Protocollo d’Intesa tra il CNAPPC e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS (INBAR ETS) hanno siglato un Protocollo d’Intesa per avviare rapporti di collaborazione finalizzati al perseguimento di obiettivi di interesse comune alla luce delle finalità istituzionali di ciascun Ente. Il fine è quello di fornire ai professionisti gli strumenti più […]

Data:

13 Aprile 2026

Tempo di lettura:

716 parole - 6 min

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Siglato Protocollo d’Intesa tra il CNAPPC e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS (INBAR ETS) hanno siglato un Protocollo d’Intesa per avviare rapporti di collaborazione finalizzati al perseguimento di obiettivi di interesse comune alla luce delle finalità istituzionali di ciascun Ente.

Il fine è quello di fornire ai professionisti gli strumenti più innovativi ed idonei per affrontare al meglio le prospettive di trasformazione del territorio costruito proprio alla luce delle nuove esigenze ambientali.

La sostenibilità è il principio che deve orientare il processo progettuale, integrando conoscenza, uso delle risorse e gestione dei materiali per una visione architettonica di qualità.

Il Protocollo costituisce il quadro generale di riferimento per l’attuazione di progetti di aggiornamento professionale e di ricerca nel settore delle costruzioni e dell’ambiente, di divulgazione delle conoscenze e dei risultati condivisi.

Nello specifico le attività riguarderanno la didattica, lo svolgimento di progetti di specializzazione, master, corsi di perfezionamento, l’organizzazione di convegni, conferenze, visite, seminari, dibattiti e tirocini nelle forme consentite dalla normativa vigente.

Va sottolineato che il Protocollo prevede anche attività di collaborazione e ricerca per la gestione dell’emergenza abitativa causata da eventi, quali terremoti ed alluvioni, e per consentire una ripresa delle attività umane in modo qualificato ed in sintonia con l’ambiente.

Per Anna Buzzacchi, responsabile del Dipartimento Patrimonio culturale, ambiente e sostenibilità del CNAPPC “gli Architetti PPC, quali principali attori delle trasformazioni dell’ambiente costruito, sono sempre più al centro di una cruciale evoluzione della professione. L’uso attento delle risorse, così come il rispetto dei valori insiti nel patrimonio culturale, rappresenta la base su cui deve fondarsi una responsabile attività progettuale volta a guidare la transizione verso un ambiente costruito sostenibile. Con la firma di questo Protocollo si riafferma la necessità che l’attività progettuale sappia interpretare le dinamiche sociali, culturali ed economiche che caratterizzano i territori, in una visione ampia, per la definizione di soluzioni che integrino gli obiettivi della transizione ecologica ed energetica con le esigenze di rigenerazione urbana e territoriale.”.

Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS (INBAR ETS), nel rinnovare il protocollo siglato nel 2018, si auspia che con la rinnovata collaborazione con il CNAPPC ci sia una svolta culturale e tecnica sulla rigenerazione urbana e “città della prossimità” richiamando i temi fondamentali: – «Siamo in un momento in cui bisogna tracciare un cambiamento, prendere atto delle problematiche e dei limiti dei sistemi urbanistici applicati finora. Dobbiamo pensare alla città del futuro come un organismo vivente, in relazione fra edificio e ambiente, e trovare una sinergia». Il cuore della proposta è chiaro: leggere il rapporto tra eventi atmosferici e spazio urbano non come fatalità, ma come questione progettuale. «La città deve adeguarsi ai nuovi climi», ha sottolineato Carulli, indicando la necessità di recuperare una relazione virtuosa con il sottosuolo, capace di accogliere l’acqua invece di respingerla. In questa prospettiva, l’acqua non è più un nemico “distruttivo”, ma una risorsa da gestire con intelligenza, tornando a una sapienza che, in forme diverse, era già presente nei sistemi costruttivi storici. La direzione è quella di città più permeabili, capaci di integrare le linee guida nazionali sulla tutela dell’habitat e dell’ambiente dentro una progettazione contemporanea: «Serve una svolta, serve un nuovo paradigma».

Sul fronte della rigenerazione urbana, viene ribadito il tema della città della prossimità, come chiave per ridurre squilibri ambientali e migliorare la qualità della vita. Un modello che incide direttamente su mobilità e servizi, con effetti misurabili anche sul piano delle emissioni, contribuendo a ridurre situazioni critiche come l’aumento della CO₂.
In questo quadro, viene ribadito il sostegno al disegno di legge sulla rigenerazione urbana in discussione in Parlamento, evidenziando la necessità di un ragionamento organico capace di includere, oltre all’edilizia, gli aspetti più ampi della trasformazione urbana.
Accanto ai temi urbani, vengono richiamate due leve decisive: l’innovazione tecnologica e la crescita della ricerca sui materiali, che nei prossimi anni orienteranno sempre di più i processi del costruire. In questo scenario, risulta centrale il ruolo degli ordini professionali nel promuovere formazione e crescita delle competenze.

Roma, 9 aprile 2026
Leggi qui: https://tinyurl.com/CS-ProtocolloSostenibilita

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Ultimo aggiornamento

13 Aprile 2026 17:10