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I NUOVI CAM PER L’EDILIZIA

I nuovi CAM per l’edilizia: erano da tempo attesi.L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura® dal 2017 è impegnato nelle azioni in riferimento e in applicazione del D.M 11/10/2017.Con il percorso formativo CERTIFICATO di ESPERTO IN CRITERI AMBIENTALI MINIMI – CAM da settembre 2020, ha dato accesso alle procedure per il riconoscimento per la certificazione tramite INBAR – […]

Data:

17 Ottobre 2022

Tempo di lettura:

925 parole - 8 min

I NUOVI CAM PER L’EDILIZIA

I nuovi CAM per l’edilizia: erano da tempo attesi.
L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura® dal 2017 è impegnato nelle azioni in riferimento e in applicazione del D.M 11/10/2017.
Con il percorso formativo CERTIFICATO di ESPERTO IN CRITERI AMBIENTALI MINIMI – CAM da settembre 2020, ha dato accesso alle procedure per il riconoscimento per la certificazione tramite INBAR – Organismo di Valutazione per “La certificazione di Esperto in CAM Edilizia che è rilasciata da CEPAS (società del Gruppo Bureau Veritas), in conformità alla Norma internazionale ISO/IEC 17024, a cui hanno avuto accesso tutti i professionisti iscritti ai vari Ordini e Collegi nelle diverse competenze di settore nei vari livelli di specializzazione.
Attualmente, alla luce delle ultime innovazioni tecnologiche nel settore dell’edilizia, il Ministero per la transizione ecologica (MITE) ha pubblicato i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) che le stazioni appaltanti devono rispettare quando affidano i servizi di progettazione e i lavori per interventi edilizi.
Sulla Gazzetta ufficiale n. 183 del 6/8/2022 è stato pubblicato il Decreto del Ministero della Transizione ecologica 23 giugno 2022 recante “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l’affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi”.
Se ne parlava da tempo e giravano bozze più o meno ufficiali, che avevano stimolato numerose discussioni, soprattutto sul tema degli incentivi.
Ora, con l’uscita in GU, ci saranno 120 giorni per l’entrata in vigore (4 dicembre 2022) e di conseguenza sarà abrogato il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017 recante “Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici”.
Le nuove disposizioni del CAM Edilizia si applicano a tutti gli affidamenti (congiunti o disgiunti) dei servizi di progettazione di interventi edilizi e dei lavori; ed estende la sua applicazione agli edifici dei beni culturali e del paesaggio, nonché a quelli di valore storico-culturale. Il decreto, recante “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l’affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6/08/2022 (IN ALLEGATO).
L’entrata in vigore – e quindi l’abrogazione del precedente DM del 2017 – è fissata per il 4 dicembre 2022, a 120 giorni dalla pubblicazione.
Che cosa prevedono i nuovi CAM
I nuovi criteri si basano sui principi e i modelli di sviluppo dell’economia circolare e sono coerenti con un approccio di architettura bio-ecosostenibile, consentendo quindi alla stazione appaltante di ridurre gli impatti ambientali generati dai lavori per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici e dalla gestione dei relativi cantieri.
Tra le specifiche tecniche emergono nuovi standard per la demolizione selettiva, recupero e riciclo, nonché percentuali minime per l’utilizzo di materiali riciclati in determinate lavorazioni. Vengono, inoltre, introdotti nuovi approcci di progettazione e nell’uso dei materiali come l’analisi del ciclo di vita o LCA e la valutazione del livello di esposizione ai rischi non finanziari o ESG (ambiente, sociale, governance, sicurezza, e “business ethics”) degli operatori economici (es: imprese di costruzione, fornitori di materiali per edilizia, società di engineering). L’adozione della valutazione del livello di esposizione a questi rischi non finanziari nel contesto dei CAM consente di premiare gli operatori che implementano strategie sempre più allineate con il quadro normativo comunitario e di aumentare l’attrazione di capitali pubblici e privati sulle opere da realizzare.
Il documento, infatti, si applica a tutti gli interventi edilizi di lavori disciplinati dal Codice dei Contratti pubblici, mentre nel caso di interventi edilizi che non riguardino interi edifici i nuovi CAM si applicano limitatamente ai capitoli:
“2.5-Specifiche tecniche per i prodotti da costruzione”
“2.6-Specifiche tecniche progettuali relative al cantiere”.
Al di là dei CAM inseriti nel documento, vale la pena specificare che il decreto del 23 giugno 2022 prevede che le stazioni appaltanti, prima della pianificazione di un appalto, aggiornino annualmente l’elenco anagrafe delle opere pubbliche incompiute e suggerisce “di subordinare i nuovi interventi edilizi alla verifica del proprio patrimonio di opere pubbliche incompiute e di preferire, ove lo studio di fattibilità abbia fornito indicazioni in tal senso, il completamento di quanto già avviato”.
 “È opportuno – prosegue infatti il documento – valutare se non sia possibile recuperare edifici esistenti, riutilizzare aree dismesse o localizzare l’opera pubblica in aree già urbanizzate o degradate o impermeabilizzate, valutando di conseguenza la reale esigenza di costruire nuovi edifici, a fronte della possibilità di adeguare quelli esistenti e della possibilità di migliorare la qualità dell’ambiente costruito, considerando anche l’estensione del ciclo di vita utile degli edifici, favorendo anche il recupero dei complessi architettonici di valore storico artistico”.
Come già accennato, i CAM 2022 per gli interventi edilizi riguardano sia l’affidamento del servizio di progettazione dell’intervento, sia l’affidamento dei lavori, sia l’affidamento congiunto di progettazione e lavori. In tale contesto, tra i criteri più significativi si segnalano quelli relativi alla capacità tecnico-professionale della società che aspira a vedersi affidata la fase di progettazione, le specifiche tecniche progettuali di livello-territoriale urbanistico e le specifiche tecniche che devono avere i materiali da costruzione che vengono usati nell’intervento.
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Ultimo aggiornamento

17 Ottobre 2022 08:44