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Colline devastate a più riprese, creando un territorio fantasma

Nella regione mediterranea il fuoco è stato un fattore determinante nel plasmare la vegetazione.Da molto è cambiato il rapporto uomo-bosco e uomo-natura, che nel tempo si è manifestato in forme e modi differenti, che è la diretta conseguenza dell’interfaccia natura-società.E’ stato utilizzato dall’uomo per modificare l’ambiente naturale al fine di soddisfare le proprie necessità vitali. […]

Data:

18 Maggio 2020

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679 parole - 6 min

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Colline devastate a più riprese, creando un territorio fantasma

Nella regione mediterranea il fuoco è stato un fattore determinante nel plasmare la vegetazione.
Da molto è cambiato il rapporto uomo-bosco e uomo-natura, che nel tempo si è manifestato in forme e modi differenti, che è la diretta conseguenza dell’interfaccia natura-società.
E’ stato utilizzato dall’uomo per modificare l’ambiente naturale al fine di soddisfare le proprie necessità vitali. La scomparsa di gran parte della foresta si deve a questa causa antica, e purtroppo, ancora presente, almeno in altre aree.
Si osserva da tempo nei confronti di queste aree un perverso desiderio distruttivo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, incendi che provocano frane e alluvioni d’inverno. Catastrofi che si ripetono con esasperante continuità provocando danni incalcolabili. Oltre alla buona gestione, necessitano adeguati stimoli umanistici per riattivare la cultura del bosco e la cultura della tutela del territorio.Nel nostro paese il miglioramento delle condizioni di vita ha portato a modificare l’uso della foresta che, a dire il vero, oggi è maggiormente tutelata, sia sul piano tecnico sia su quello giuridico.
Ciononostante, in questi ultimi tempi il problema degli incendi boschivi e quelli a valle, addirittura vicino le abitazioni, ha raggiunto una tale gravità da assumere proporzioni patologiche.
Tutto ciò malgrado l’aumento costante degli investimenti volti a prevenire e a combattere il fenomeno.
L’elevato numero e la dimensione degli incendi è un fattore che aggiunge instabilità a instabilità.
Le notizie dei danni sono riportate dai media con grande evidenza. Ma ormai le notizie non fanno più notizia. Si finisce per considerarle inevitabili e normale cronaca.
La distruzione delle colline, foreste, provoca grande smarrimento, perché anche le aree povere e degradate, ma peculiari e significative, sono parte integrante e vitale di un contesto: la mediterraneità.
La distruzione di territori è paragonabile all’incendio di alcune parti di una grande biblioteca dove sono conservati libri che nessuno ha mai letto… la biodiversità contiene la saggezza accumulata dalla natura ed è la chiave per il suo futuro.
Se si volesse distruggere una società, si brucerebbero le sue biblioteche e si ucciderebbero i suoi intellettuali, distruggendo il suo sapere.
Il sapere della natura è racchiuso nel DNA delle cellule viventi.
La varietà dell’informazione genetica è il motore dell’evoluzione, il sistema immunitario della vita.
L’ecologia del paesaggio ci fa comprendere la complessità ed il valore dell’interazioni tra le varie parti.
L’intervento di recupero di un’area incendiata è complesso e non scomponibile, che deriva dalla complessità di un ecosistema o di una porzione di territorio, in quanto conoscere le specifiche del territorio è cosa ben diversa da conoscere l’interazione funzionale delle diverse parti che lo compongono.
Un sistema complesso strutturato dalle loro relazioni reciproche, come si evince poi dal recupero delle aree incendiate, che sintetizza elementi fisici, biologici, culturali e sociali.
Il Presidente
Anna Carulli

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Ultimo aggiornamento

20 Maggio 2020 08:55