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Cronaca di un viaggio tra sogno e realtà del Prof. Enzo Siviero

Introduzione L’essere solidale ed etico per abbattere le miopi visioni personaliste, le disuguaglianze, sono le azioni del Prof. Enzo Siviero che hanno assicuranto un medesimo punto di partenza a tutti i partner coinvolti nelle sue conferenze, affinché potesse emergere il talento di tutti.  Nel coinvolgere l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura durante le nostre lunghe discussioni e […]

Data:

23 Dicembre 2021

Tempo di lettura:

6008 parole - 51 min

Cronaca di un viaggio tra sogno e realtà del Prof. Enzo Siviero

Introduzione

L’essere solidale ed etico per abbattere le miopi visioni personaliste, le disuguaglianze, sono le azioni del Prof. Enzo Siviero che hanno assicuranto un medesimo punto di partenza a tutti i partner coinvolti nelle sue conferenze, affinché potesse emergere il talento di tutti. 

Nel coinvolgere l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura durante le nostre lunghe discussioni e confronti, è emersa sempre tra di noi la centralità dell’essere umano, questo mi ha commosso e convinto a intraprendere questo viaggio accanto a lui.

La figura del bioarchitetto è nodale, ora più che mai, nei processi che indirizzano il senso e il valore dello sviluppo del Paese: nella sua figura e nelle sue competenze si intrecciano, come in nessun’altra ‘missione’ professionale, tematiche e problematiche tecniche e tecnologiche, sociali, culturali, estetiche ed etiche in tutte le loro tante, diverse derivate. La polivalenza di questa figura e delle sue competenze e le sue responsabilità nei processi di trasformazione urbana e del territorio sono all’origine della ricerca svolta con l’obiettivo di definire l’immagine sociale e politica del professionista all’interno dell’attuale contesto socioeconomico e nei processi di rilancio dello sviluppo del Paese.

Il Presidente Nazionale Anna Carulli

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Quanti sono i ponti da attraversare ? Tanti, certamente! Troppi? Ma come? In effetti quel che si dice per l’arte nel passato che va contestualizzata a tutto campo all’epoca e al “prima di essa”, vale anche per i ponti dove domina nello stesso tempo l’essenziale del dentro e del fuori. E oggi ancor più nella reinterpretazione del possibile ci spingiamo verso la ricerca dell’impossibile. Ciò si materializza miracolosamente trasformando i luoghi e le genti nell’incontro tanto cercato quanto inatteso . Così noi tutti siamo in totale divenire intersecandoci con gli altri e facendone esempi di vita! E dunque la storia dei ponti così narrata, finisce per essere la vera storia dell’UOMO… e il Ponte sullo Stretto di Messina ne sarebbe l’emblema universale. Ecco perché negarne l’evidenza è segno di palese oscurantismo. E dunque viva il Ponte !

Ancora un volo Treviso Lamezia. Questa volta giovedì 2 dicembre. Aeroporto poco affollato. Si percepisce la presenza dei timori COVID. Ormai ci siamo abituati? Per il testo tutto come da norma. Ryanair veloce ed efficiente. Non ostante una partenza ritardata tutto fila liscio. A Lamezia mi aspetta l’amico architetto Alessandro Pitaro segretario dell’ordine di Catanzaro da poco riconfermato nella carica. Già in precedenza la sua cortesia e la non comune affabilità mi avevano favorevolmente compito. Del resto la sua storia professionale lo ha visto impegnato in Olanda per un non breve periodo e questo gli ha dato una forte carica professionale, ma anche nei rapporti umani . Arriviamo velocemente a Catanzaro Lido dove ci aspettano Pino Macrì il presidente che nel 2019 mi aveva chiamato per la promozione del vincolo architettonico paesaggistico per il ponte Bisantis sulla Fiumarella opera del sommo Riccardo Morandi. E Eros Corapi presidente neoeletto che mi ha ora invitato per un importante convegno sul Ponte di Messina che, a detta di molti, mi vede promotore assoluto. Una cena magnifica, ad un tempo sobria e delicata. In un ristorantino con atmosfera quasi famigliare ove le chiacchiere tra noi e con il proprietario si sono piacevolmente evolute come se fossimo vecchi amici. Una bellissima serata “a tema”…. Il Ponte sullo Stretto di Messina come motore di sviluppo non solo per il Mezzogiorno ma per l’intero Paese.

La mattina del giorno dopo, forzando la mia proverbiale pigrizia, mi sono cimentato in una passeggiata lungomare “intrattenendomi”piacevolmente con un mare un po’ mosso, un vento certo non leggero, con un cielo a volte cupo quasi preannunciando una pioggia imminente. Ma, meraviglia del tutto inattesa, una incredibile quantità di gabbiani bellamente schierati sulla spiaggia . Non vi sono parole per descrivere questo caleidoscopio naturale ove terra mare e cielo facevano da splendido sfondo scenografico .

E arriviamo al tanto atteso evento del pomeriggio .

Un parterre di eccezione con la rappresentanza politica regionale ai massimi livelli e l’importante presenza di vari ordini professionali degli architetti tra Calabria e Messina. Ancora una volta assoluta e instancabile promotrice dell’evento, Anna Carulli presidente nazionale dell’istituto Nazionale di Bioarchitettura,

che dopo l’evento tenutosi a Messina il 26 settembre, organizzato dall’Ordine degli Architetti con il supporto di Clara Stella Vicari Aversa vice presidente e dallo stesso presidente Pino Falzea, ha portato il tema del Ponte a Torino nell’ambito della programmazione nazionale dell’istituto con esperti INBAR di grande rilievo, in un accesso dibattito incalzato dal giornalista Beppe Rovera.

La presidente Carulli ha poi promosso l’incontro a Catanzaro con l’Ordine degli Architetti con il presidente Eros Corapi.

Altre iniziative sono in programma, perché tutti insieme indefessamente continuiamo a portare avanti il tema del Ponte sullo Stretto come elemento di coesione territoriale e sociale, nonché motore di sviluppo per il Sud e l’Italia molo del Mediterraneo verso l’Africa . Ecco quanto riportato da “siciliainprogress” di Roberto Di Maria.

Dopo l’importante evento dal titolo “INFRASTRUTTURE E PNRR:IL PONTE DI MESSINA SI, NO… FORSE”, tenutosi a Torino il 20 novembre nella Sala Ponti OVAL del Lingotto Fiere, nell’ambito di Restructura 2021, altro importante appuntamento organizzato dall’ Istituto Nazionale di Bioarchitettura a Catanzaro

L’Istituto, guidato dal Presidente Nazionale INBAR e Presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, Arch. Anna Carulli, in sinergia e con il patrocinio di diversi Ordini e Fondazioni degli Architetti tra cui Torino, Messina, Padova, Reggio Emilia, Catanzaro e Taranto, ha organizzato il 3 dicembre scorso presso l’Hotel Palace di Catanzaro un evento che ha visto la partecipazione in presenza di relatori di rilievo internazionale, anche l’Ordine degli Architetti di Catanzaro accolgono il dibattito nazionale.

Il convegno aveva lo stesso titolo dell’incontro al Lingotto, volutamente provocatorio, “Ponte sullo Stretto: si, no,forse” !!!!!!

L’obiettivo principale dell’incontro è stato quello di rivendicare il diritto degli architetti di potersi inserire nel vivo del più grande dibattito generale che sta accompagnando molte delle discutibili scelte e modalità di attuazione del PNRR. Tra queste vi è, per l’appunto, quella di “scartare” colpevolmente l’uso delle risorse di questo straordinario epocale piano di finanziamento proprio per procedere con la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

La circostanza è stata quindi anche una chiara pubblica denuncia della assordante latitanza delle decisioni della politica su certe importanti problematiche. Questioni di rilevanza strategica per lo sviluppo non solo dei due principali territori fisicamente interessati dall’opera, ossia la Calabria e la Sicilia, bensì dell’intera realtà economica nazionale, soprattutto quando osservata in un quadro geopolitico a scala più ampia.

“La questione del “Ponte sullo Stretto che ancora non c’è” è infatti il simbolo di una politica che, nella indeterminatezza della sua azione ondivaga, continua a rivelarsi incapace di attuare strutturalmente misure per l’affermazione di aree meridionali del sistema “Paese Italia” storicamente penalizzate nella propria emancipazione. E tutto questo nonostante siano stati, già da tempo, spesi non pochi soldi pubblici per la produzione del progetto definitivo, con un avanzatissimo stato di elaborazione nel dettaglio”.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Catanzaro, Arch. Eros Corapi, il quale, in veste di moderatore, ha introdotto nel dibattito un ricco e più che qualificato parterre di relatori che, da tecnici, hanno voluto affrontare la questione per lo più con contenuti squisitamente sul piano politico. E proprio per le pretese valenze politiche di ampio respiro, tra i saluti istituzionali, significativa è stata la presenza del Presidente del Consiglio della Regione Calabria, Filippo Mancuso, il quale, pur nel sottolineare le numerose criticità che l’Ente, da poco rinnovatosi, si trova a dover affrontare, ha espresso comunque il suo “si” al Ponte sullo Stretto.

A seguire, sempre tra i saluti, l’Arch. Giuseppe Macrì, già Presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Catanzaro, insieme all’Arch. Antonino Renda, Presidente di Inarsviluppo, hanno voluto sottolineare come, al di là di ogni possibile forma di strumentalizzazione, per la realizzazione di questa grande infrastruttura nazionale, i primi a doverci credere sono proprio le regioni del Sud. In tal senso, evidenziando che, se vi può mai essere un reale futuro sviluppo per queste aree al centro del Mediterraneo, questo non può che avvenire lavorando nella sinergia politica fra gli enti, nonché con la consapevole unione di tutte le forze delle realtà territoriali locali.

Terminati i saluti istituzionali, ad entrare nel merito del tema vero e proprio sono stati l’Arch. Pino Falzea e l’Arch. Clarastella Vicari Aversa, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Messina ,i quali, ponendosi in sintonia con gli interventi che li hanno preceduti, hanno espresso anche il loro “si” alla necessità non più rinviabile della realizzazione dell’opera, evidenziando quelli che sono stati – e continuano ancora ad essere – i costi per la sua mancata costruzione.

L’Arch.Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, con la sua esperienza pluridecennale maturata nel campo della ecosostenibilità e della biocompatibilità principi fondanti dell’Istituto e della Bioarchitettura in Italia, tracciando le azioni del PNRR con quelle del D.M. sui Criteri Ambientali Minimi oggetto di attenzione degli ultimi giorni dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, hanno sottoscritto un accordo per confermare e rilanciare l’attività di monitoraggio sugli obblighi stabiliti dal Codice dei contratti pubblici che ha introdotto i criteri ambientali minimi(Cam) nella documentazione progettuale e di gara.

Precisando che l’applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici, in particolare in Edilizia se abbinati ai processi dì rendicontazione e certificazione con i protocolli energetico-ambientali, è fondamentale per garantire minori impatti e coerenza con quanto richiesto da Next Generation Europe e dunque dal PNRR, compresi gli EDIFICI STORICI. Tema che riveste un’ importanza notevole per le attività dell’ ISTITUTO NAZIONALE DIBIOARCHITETTURA nella erogazione della certificazione ISO/IEC 17024 secondo il decreto. Ha poi smascherato, pezzo dopo pezzo, tutti i deplorevoli espedienti adottati politica per procrastinare all’infinito l’indecisione e l’indeterminatezza a voler favorire la realizzazione dell’opera. Tra queste, ha voluto richiamare le risibili preoccupazioni per la flora e la fauna dello Stretto, nonché per un non meglio definito inquinamento generalizzato, come pretesti assolutamente privi di ogni serio documentato fondamento tecnico-scientifico.

La presidente Carulli ha sottolineato l’importanza del confronto tra esperti nazionali: “Da Messina a Torino e poi a Catanzaro, per far conoscere al di la’ dello stretto l’importanza del ponte per lo sviluppo economico e trasportistico di tutta l’Italia verso il canale di Suez e la ricchezza economica del mondo al di là del Mar Mediterraneo di cui Messina è il centro Geografico. Oggi in questo dibattito, che l’Istituto ha voluto portare all’attenzione di tutti, dopo l’importante incontro che si è tenuto a palazzo Chigi (qui il resoconto) con il Prof. Siviero, che aveva inviato una precisa lettera a Draghi fautore dell’intergruppo parlamentare, si è finalmente delineata l’importanza strategica della ricostruzione di una infrastrutturazione fino a oggi sempre più compromessa, ideazione e messa in opera di una vera strategia – non tanto dal basso, quanto dall’alto – che non può non essere di natura geopolitica.

Il tempo stringe, e l’urgenza è riconnettere il Sud all’Europa, ma anche riconnetterlo, dopo annidi isolamento, con l’Africa e l’Asia. Siamo al centro del Mediterraneo, un’area– come quella dell’Indo-pacifico – ancora cruciale per i destini del mondo e dell’Italia che ne è al centro. Il Piano nazionale di ricostruzione e resilienza diventa fondamentale, la complessità delle azioni è rendere di nuovo centrale tale piano, attraversato da merci, uomini e idee.”

A chiuderei lavori è stato l’illustre Prof. Enzo Siviero (nostra conversazione qui), ingegnere, architetto e docente italiano che ha dedicato gran parte della sua carriera alla progettazione di ponti e all’insegnamento delle strutture nella facoltà di architettura dell’Università IUAV di Venezia. Nella sua appassionante esposizione sulle sue storiche argomentazioni “pro-Ponte Sullo Stretto”, condotta sempre rigorosamente in bilico tra contenuti tecnici e motivazioni politiche, ha sapientemente illustrato anche le caratteristiche salienti del progetto orgogliosamente tutto italiano dell’opera. Siviero sia a Torino che a Catanzaro, Messina e Reggio Calabria ha esplicitamente dichiarato che – “il ponte si può e si deve fare a campata unica e che ciò implica un semplice aggiornamento progettuale che si può sviluppare in pochi mesi mentre per la sola fattibilità del ponte atre campate ci vogliono anni! Con pressoché certo esito negativo per la parte di eseguibilità dei piloni a mare e comunque con costi ben superiori a quelli previsti per il ponte a campata unica.

Da notare che nella relazione del gruppo di lavoro ministeriale si indica che il ponte a tre campate PRESUMIBILMENTE COSTA MENO (senza dare indicazioni quantitative a supporto di questa affermazione) mentre indica una serie di studi indagini e ricerche molto articolata ciò che giustifica i 50 milioni a Italferr per la redazione della fattibilità” – Con riguardo al fenomeno degli attuali detrattori della fattibilità del ponte, ha tenuto ad evidenziare che, nonostante lo stesso non sia stato ancora realizzato in Italia, in altre parti del mondo sono stati realizzati ponti a campata unica progetti redatti proprio sulla base del modello del “Ponte di Messina Type”. Dunque, se vi sono ostacoli alla realizzazione del ponte, essi sono da qualificarsi non come fisico-tecnici ma politico-ideologici.

Infine, ha voluto ricordare che, se mai la storia ci ha insegnato qualcosa è proprio che “i muri” fisici, ove costruiti puramente per motivazioni ideologiche, sono destinati ad essere abbattuti. Proprio in questo senso, la grande Muraglia cinese ne costituisce l’esempio emblematicamente più monumentale

Personalmente continuo a non capacitarmi del perché vi sia tanta ostilità nei confronti di un’opera sulla cui utilità non vi possono essere dubbi. Del resto oggi il Ponte sarebbe transitabile, se il governo Monti non lo avesse inopinatamente cancellato per legge, con un Parlamento incredibilmente connivente.

I lavori iniziati con la cosiddetta variante di Cannitello. Un progetto “definitivo” approvato, con uno straordinario livello di approfondimento anche sul piano della cantierizzazione. Un UNICUM mondiale che ha suscitato ammirazione a livello internazionale tanto da essere ormai largamente utilizzato per i ponti di grande luce . Un contratto come contraente generale con il vincitore di una gara internazionale il consorzio Eurolink la cui interruzione ha determinato un contenzioso in essere di quasi un miliardo di euro. La società Stretto di Messina in liquidazione da un decennio con pesanti costi correnti . Un Sud che sta soffrendo una crisi spaventosa, con elevatissimo impegno per la finanza pubblica a sostegno dell’economia is locale. Di questo passo ormai quest’opera costerà ai cittadini più non farla che farla. E il governo tentenna, tergiversa, sposta nel tempo una decisione altrimenti necessaria, rincorrendo improbabili alternative progettuali non ancora sufficientemente sperimentate, tanto da impegnare 50 milioni per verificarne la fattibilità, (e anni di studi e indagini, altro che I sei mesi previsto che già sono di entrati 10-12) mentre addirittura nega la presenza del progetto già approvato che necessiterebbe di una semplice revisione per adeguarlo alle nuove normative, pressoché esclusivamente per le some opere a terra. Tempo necessario pochi mesi. E che ne è delle pesanti ricadute sociali, urbanistiche e territoriali con la mancata realizzazione delle rilevanti opere complementari da ambo i lati dello Stretto?

Di questo, per l’ennesima volta, si è discusso a Catanzaro, con l’unanime convergenza verso un immediato “fare”. Ma la sordità romana sembra ancora avere la meglio non ostante una ormai acclarata maggioranza parlamentare a favore del Ponte. Che dire se non la profonda delusione per ciò che sta accadendo? Una sparuta ma urlante minoranza di NO prevarica una larga e fin troppo silenziosa maggioranza di SÌ. Non resta che attendere tempi migliori ove far valere i sacrosanti diritti del Sud e dell’intera Italia.

Tuttavia la mia passione per i ponti non poteva non allargare i confini del mio intervento al Morandi migliore. Quello di uno dei più bei ponti italiani del ‘900. Il Bisantis detto anche Fiumarella. Un excursus come omaggio al nostro grandissimo ingegnere acclamato in tutto il mondo e scioccamente vilipeso in Italia per il crollo di Genova e il relativo “ponticidio” del Polcevera. Incredibile!

Ebbene mai mi stancherò di affermare quanto sia deleteria per un Paese come il nostro questa incultura dilagante che fa scempio della nostra storia avendo trascurato per decenni ciò che era palese per preservare nel tempo le opere d’arte stradali: la necessità delle relative manutenzioni. Troppo tardi. Ormai i costi sono saliti alle stelle . E purtroppo i crolli sono in aumento. Non ci resta che sperare che alle affermazioni segua l’operatività.

Ma torniamo a noi .

Dopo una cena a dir poco sontuosa generosamente offerta dall’ordine architetti, gli amici messinesi mi hanno accompagnato a Reggio dove la mattina successiva avevo deciso di partecipare ad un altro evento sul tema dello sviluppo del sud nel quadro della programmazione delle infrastrutture connesse al PNRR.

Per la prima volta da anni mi trovavo spettatore e non relatore. Ciò mi consentiva una serena tranquillità appagando così la mia innata curiosità. Mi interessavano le varie relazioni. Ma una in particolare era per me fondamentale. Francesca Moraci da tempo impegnata su questi temi in prima persona sia come docente sia come professionista architetto urbanista. La sua veemenza nell’eloquio . La passione per il proprio lavoro. La delusione per le occasioni mancare di passare all’azione da parte di soggetti decisori che in realtà non sanno decidere per il medio lungo periodo, attenti più all’oggi che al domani. Una mezz’ora di “j’accuse” dicendo una verità senza mezzi termini, ahimè inascoltata.

Nel dibattito conclusivo io stesso sono intervenuto per ribadire che il Ponte si può e si deve fare. Che Sicilia e Calabria finalmente unite debbono forzare su questa linea anche, se necessario, “ battendo i pugni a Roma” per ristabilire la gerarchia delle priorità anche con il PONTE SI . I due governatori Musumeci e Occhiuto ne sono convinti assertori. E nel rapporto Stato Regioni, possono essere determinanti, senza se e senza ma.

Ciò che ho ribadito in una intervista a “Strettoweb” di Peppe Caridi così riassunta.

A Messina e Reggio Calabria le porte sono e saranno sempre aperte per il Professore Enzo Siviero. Rettore dell’Università E-Campus di Padova, è tra i maggiori esperti italiani che si stanno battendo maggiormente a livello nazionale per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. L’Ingegnere è stato presente oggi alla conferenza “Infrastrutture e logistica per lo sviluppo sostenibile euromediterraneo – Area integrata dello Stretto”, organizzato dal Lions Club International presso la Sala Convegni di Confindustria, ai nostri microfoni ha avuto la possibilità di spiegare il suo grande lavoro di sensibilizzazione nei confronti di una tematica nazionale, troppo spesso però sminuita da errati pregiudizi e discorsi ideologici privi di fondamento.

“Vista da lontano questa operazione non riguarda certamente solo Sicilia e Calabria, ma è una questione di carattere nazionale, se non addirittura internazionale. Il futuro dell’Italia passa dallo Stretto e dall’attraversamento stabile, che darebbe continuità ai Corridoi europei, dobbiamo spingerci verso l’Africa. La nostra Nazione ha una posizione geografica strategia nel Mediterraneo, deve riprendere quel ruolo che aveva duemila anni fa. La storia insegna che si deve osare, oggi la mission non è più “impossible”, nonostante quello che è successo quasi 10 anni fa con il Governo Monti”, ha affermato il Professore Siviero. Oggi all’interno del Parlamento molte forze politiche si sono ormai convinte dell’importanza strategica del Ponte sullo Stretto, ma poche altre invece fanno di tutto per bloccare ogni passo in avanti: “per motivi elettorali non possono schierarsi a favore dell’opera, ma io direi ‘se non ora, quando?’. La soluzione del ponte a tre campate la ritengo improponibile, serve a guadagnare tempo, sono sicuro comunque che questo nodo si scioglierà presto”.

Oggi a Reggio, ieri invece a Catanzaro. Il Prof. Siviero da anni sta svolgendo questa battaglia pro-Ponte, non solo in Calabria e Sicilia, ma anche nel Nord Italia. Nei prossimi mesi convegni sul tema si svolgeranno in Lombardia: “spero di poterne organizzare molti altri. Il ragionamento di ieri è stato ampiamente positivo, il governatore Occhiuto non ha potuto esserci ma il Presidente del Consiglio Regionale si è espresso in maniera favorevole. Le flebile voci non sono di carattere tecnico, sono soltanto dubbiose. Ci vuole volontà politica e passo per passo stiamo andando nella direzione giusta. Guardiamo al futuro dei nostri giovani, basta pensare ad interessi personali. Nel mondo stanno utilizzando il progetto studiato e pagato dagli italiani”. Di seguito il link per l’intervista completa. Ponte sullo Stretto, Siviero: “oggi non costruirlo costa molto di più allo Stato” [VIDEO]

La mia cronaca sul tema Ponte potrebbe chiudersi qui . Ma i miei amici di Reggio mi “accudiscono” in ogni occasione.

A pranzo con Giandomenico Stilo responsabile del polo eCAMPUS di Reggio e Africo accompagnato da suo figlio Aaron, già un personaggio pur nella sua giovane età. Con la sua vivacissima intelligenza e una curiosità oserei dire quasi matura, mi ha colpito anche nel non banale modo di porsi. Instancabile parlatore denota un proposito investigativo assai preciso cui non è semplice corrispondere nell’immediato. Decisamente ottimo per il suo futuro.

Inaspettatamente a tavola ci ha anche raggiunto un quarto commensale con il quale mi sono piacevolmente intrattenuto passando dal Ponte ormai per me un “basso continuo” , ad una tematica a me del tutto ignota . Il calcio! Con i miei trascorsi giovanili di nuoto agonistico ero curioso di ascoltare ciò che avviene oggi. Lo scandalo mediatico della Juventus mi ricordava Calciopoli . E ascoltare i retroscena di un mondo a me sconosciuto mi illuminava dandomi una qualche conferma delle sensazioni che mi sembravano se non vere quantomeno verosimili. Ne è emerso uno spaccato ormai chiaro a livello generale. Il calcio come pretesto per business colossali ormai fuori controllo. Chissà se potrà durare?

La serata si è poi conclusa con l’invito dei due presidenti dell’ordine degli architetti. Salvatore Vermiglio ex e Ilario Tassone neo eletto. Serata piacevolissima piena di spunti interessanti. Abbiamo spaziato dal collegamento stabile sullo Stretto alla mia vocazione di “ponte” tra ingegneri e architetti sia in ambito accademico che professionale. E ancora ho lanciato il mio sogno di fondare una Scuola mediterranea di Architettura coinvolgendo gli ordini professionali per un solido ancoraggio alla realtà professionale. Obbiettivo non facile ma su cui val la pena di investire per un futuro non lontano, in una azione sinergica unitaria con la stessa UMAR (Unione degli architetti del mediterraneo) il cui presidente Wassim Naghi ha già dato la sua piena disponibilità. Alla fine la reciproca promessa di tornare in primavera a Reggio per un altro seminario sul mio tema preferito: ARMONIA DEI PONTI tra mito e realtà.

Domenica mattina con il sole sullo Stretto. La Sicilia è lì. Sembra di poterla toccare con mano ma già ti senti di abbracciarla con la visione di Scilla e Cariddi che si danno la mano e dando così vita al nostro tanto agognato PONTE .

L’imperdibile passeggiata in uno dei più splendidi lungomare del mediterraneo è un arricchimento continuo . Da un lato lo Stretto con la spiaggia che ti invita ad un attraversamento ideale. Il monumento a Vittorio Emanuele III. Le persone che camminano . Giovani e meno giovani si intrattengono piacevolmente nelle inevitabili chiacchiere a tutto campo. Una teoria di alberi straordinari nella loro geometria antropomorfa. Giganti contorti nell’apparente fatica della crescita per vivere. Una esibizione muscolosa segno di una straordinaria forza intrinseca . Una coreografia inedita forgiata dall’uomo con ispirazione forse divina. Davvero bellissimi . E ancora gli affacci sul corso principale, una sequenza inesauribile di palazzi che esibiscono una sobria maestosità. Indice di nobiltà e grandezza d’animo i cui restauri tuttora in atto indicano una precisa volontà di essere protagonisti della città metropolitana a oltre un secolo dalla tragedia del terremoto del 1908 . Vivere per vivere e far rivivere il passato proiettandosi verso un futuro che vogliamo migliore di un oggi asfittico e deludente.

Reggio come e più di Nizza o Cannes ovvero la Beirut degli anni ‘60. Così io la immagino in connessione con la sorella Messina e il relativo Ponte per farne una inedita metropoli dello Stretto già vagheggiata da Giuseppe Samonà alla fine degli anni ‘60.

E con questi sogni infranti nel passato ma si spera, pronti a materializzarsi in un futuro non troppo lontano potrei chiudere questa mia breve incursione in terra di Calabria. Mi aspetta il volo di ritorno Lamezia Treviso non senza ricordare che il futuro appartiene a chi ama i propri sogni. E allora sogniamo insieme perché la Fata Morgana ci regali finalmente il Ponte dei record . La meraviglia delle meraviglie che tutto il mondo vorrà vedere con i propri occhi attraversando i miti che affondano nella storia e creandone uno ancor più “mitico” che forse ha bisogno di un novello Prometeo . Speriamo sia Mario Draghi!

Prof Enzo Siviero – Bridge Builder 
Rector University eCAMPUS Novedrate Como Italy
Vice President SEWC (Structural Engineers World Congress) 
Deputy Secretary General EAMC (Engineering Association of Mediterranean Countries) 
Editor of Galileo magazine of engineers in Padova

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Ultimo aggiornamento

23 Dicembre 2021 13:00