Mastro Gilberto Quarneti, improvvisamente scomparso, è stato certamente uno degli studiosi più importanti delle materie antiche, dando un importante contributo alla ricerca archeometrica applicata. Sempre presente nei progetti di alta formazione, dalla collaborazione fra Bio Level e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura: l’obbiettivo era offrire al professionista consapevole un’ulteriore conoscenza dei temi legati all’architettura ecologica ed ecosostenibile, mettendo a disposizione i propri relatori qualificati che approfondiscono diverse tematiche legate al futuro dell’edilizia, spaziando dalla bioedilizia al restauro. Si occupava del “PIANO DEL NON-COLORE” – Uso del colore della materia: come ottenere il naturale colore dell’architettura di ogni luogo tramite l’uso sapiente delle calci e sabbie locali”. Visionario e libero da pregiudizi di ogni sorta, sempre curioso, affamato di conoscenza e impegnato nella ricerca di soluzioni innovative. Lo ricordiamo durante le sue lezioni, dove riusciva a catturare ed entusiasmare la platea come nessun’altro saprebbe fare, spiegando di storia, scienza e tradizione, dando ad ogni parola un significato inequivocabile. Lo vogliamo qui ricordare, dove racconta un aneddoto storico su Buffalmacco e con una citazione, tratta dal libro di Giacomo Boni, Venezia imbellettata, che sovente recitava a chiusura dei suoi convegni:” Come può quel marciume steso a cazzuola, di color fragola guasta o papavero sbiadito, competere in bellezza e solidità con l’intonaco di calce e cocciopesto, dal bel color rosso gotico veneziano, che acquista col tempo sfumature brune bellissime… E poi, a coloro che antepongono i nuovi cementi per la loro forza, v’è anche da dire che quest’intonaci antichi sono così tenaci, che per scrostarli, a colpi di picca, occorre più tempo di quanto non ne impieghino quelli moderni a cader da soli.
Il Presidente Nazionale Anna Carulli





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